Sai cosa canti ? – Seconda puntata

Scopriamo insieme la storia del Gospel

A cura di Caterina Federico

Nel post precedente, ci siamo lasciati con la promessa di raccontarvi come le work songs diventeranno Spirituals.
Queste due forme di espressione cantata sono strettamente legate e possiamo dire che una abbia gettato le basi per l’altra, ma che quest’ultima se ne distacchi fortemente fino a diventare genere indipendente.
L’elemento chiave per comprendere questo passaggio è il processo di Cristianizzazione avvenuto fra gli schiavi nel diciottesimo secolo.
Il Folk Negro Spiritual, emerse attorno alla seconda metà del 1700, mezzo secolo dopo, un revival religioso che interessò anche il britannico nord america, ricordato come the Great Awakening (il grande risveglio del 1730). Come qualsiasi forma d’arte, anche il canto stava rispecchiando l’evoluzione storico culturale del popolo africano che aveva ormai messo nuove radici ed iniziava a far sentire la propria voce e a costruire una identità religiosa. Nel 1787 fu fondata la prima chiesa indipendente Africana negli stati Uniti: Chiesa Metodista Epicopale. Con la nuova esigenza di raccogliersi in chiesa e pregare cantando vennero scritti i primi ‘inni’ per le funzioni religiose creando dei veri e propri standard come ad esempio, ‘Father I strech my hands to thee’ (padre tendo le mie mani a te) di John Wesley del 1780, che viene eseguito ancora oggi, e che potete ascoltare qui: https://youtu.be/cKcbsVsArGE
In un secolo viene dunque stravolto il senso del cantare, che acquista un significato più profondo e connotato. E’ per questo che li chiamiamo Spirituals? Non esattamente, ma per la risposta dovete attendere il prossimo post.

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